UNA COMUNITÀ EDUCANTE HA BISOGNO DI TUTTI
Cari docenti, personale ATA, famiglie, studenti di ogni ordine
Avrete certamente saputo che l’IC “Marvasi-Vizzone” ha un nuovo Dirigente Scolastico.
Il mio saluto di insediamento non è formale ma carico di emozione. Appartengo, con tutto l’orgoglio possibile, alla comunità di Rosarno – essendovi nato e cresciuto – così come a quella di San Ferdinando – cui mi lega il fatto di risiedervi per diversi mesi l’anno – e inoltre stimo profondamente la comunità, fiera e laboriosa, di frazione Bosco.
Sono arrivato in questa istituzione scolastica con grande voglia, ambizione e gioia. Ho sempre voluto misurarmi con la sfida di portare quel che ho imparato all’interno della scuola della mia città.
Ma vorrei chiarire, con grande forza, che nessuno, da solo, può cambiare il corso degli eventi. Il segreto del successo è sempre la collettività, le interazioni, le mani tese, la solidarietà e la condivisione.
Rosarno, San Ferdinando e Bosco formano una grande comunità scolastica e devono perseguire una missione fondamentale: partecipare alla crescita civile e all’istruzione di bambine e bambini, alunne e alunni, studentesse e studenti.
Ho la certezza che vi sono docenti capaci, personale ATA competente, genitori che hanno a cuore il futuro dei loro figli. La Dirigente uscente, Daniela Quattrone, ha lavorato con grande cura per costruire una scuola d’eccellenza, e per questo merita gratitudine e tutta la mia riconoscenza. Inoltre le associazioni, le istituzioni, le forze dell’ordine, ci staranno vicine nel nostro cammino quotidiano.
Il richiamo di casa, in me, è stato forte: il nòstos – il desiderio del ritorno – mi ha spinto più del timore di poter deludere persone vicine che in queste comunità vivono e operano.
Non chiedo atti di fede, giudizi aprioristici, ma solo la volontà di stare accanto ai nostri alunni, di condividere la responsabilità di tracciare la rotta della loro conoscenza. La scuola è un bene troppo importante per essere ostaggio di egoismi e di interessi particolari. Rosarno, San Ferdinando e Bosco possono crescere solo se cresce la scuola, se saranno capaci di condividere un cammino fatto di regole, legalità, istruzione, coesione.
Nessuno è in grado, oggi, di fare promesse altisonanti. Ma è possibile, senza ombra di dubbio, garantire il nostro impegno, la passione, la serietà per realizzare una vera “buona scuola”.
Non ci sono supereroi, ci sono donne e uomini che guardano ad alunne e alunni con la lungimiranza del buon agricoltore: vedere nel seme la pianta che darà frutto.
Il nostro lavoro non si vedrà subito, ma germoglierà nel tempo e renderà queste alunne e questi alunni i cittadini che Rosarno, San Ferdinando e Bosco meritano.
Nella nostra scuola ciascuno è accolto, chiunque può portare un piccolo mattone per erigere un grande edificio. La mia impazienza di mettermi al lavoro è proporzionale alla portata di questa sfida.
Ci saranno giorni difficili, ci saranno nodi da sciogliere, ma crediamoci fino in fondo che la notte è sempre più buia prima dell’alba. Ed una grande storia merita di sorgere.
Guardiamoci negli occhi con la voglia di trovare le cose che ci uniscono e non le differenze.
A presto,
Domenico Mammola
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Pubblicato: 2 Settembre 2026 - Revisione: 2 Settembre 2026
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